{"id":1013,"date":"2026-02-10T08:00:42","date_gmt":"2026-02-10T07:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/?p=1013"},"modified":"2026-02-09T12:26:50","modified_gmt":"2026-02-09T11:26:50","slug":"dalle-carte-alla-memoria-militari-lucani-e-il-fronte-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/?p=1013","title":{"rendered":"Dalle carte alla memoria: militari lucani e il fronte orientale"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 febbraio ricorre il <em>Giorno del Ricordo<\/em>, istituito con la legge n. 92\/2004 in memoria delle vittime delle foibe, dell\u2019esodo giuliano-dalmata e delle complesse vicende del confine orientale. In questa occasione, l\u2019Archivio di Stato di Potenza ha realizzato una rassegna digitale di documenti provenienti dal fondo del Comando militare, con l\u2019intento di ricordare alcuni uomini di origini lucane che persero la vita, presumibilmente, nel contesto delle repressioni che colpirono gli italiani dell\u2019area orientale.<\/p>\n<p>Fascicoli personali e ruoli matricolari rappresentano una tipologia documentaria di particolare rilievo, dalla quale \u00e8 possibile ricavare elementi utili alla ricostruzione delle carriere militari degli individui oggetto di studio. Il fondo \u00e8 composto dai ruoli matricolari delle classi dal 1840 al 1934, organizzati per anno di leva, e dalle rubriche alfabetiche relative agli anni 1871-1934. Tali documenti contengono informazioni di carattere personale e anagrafico, oltre a notizie sulla carriera militare: arruolamento, servizi prestati, promozioni, campagne di guerra, azioni di merito, decorazioni, encomi ed eventuali mutilazioni riportate in guerra o in servizio.<\/p>\n<p>La ricostruzione delle vicende dei soldati coinvolti negli eventi del confine orientale risulta spesso complessa, a causa della frammentariet\u00e0 e dell\u2019eterogeneit\u00e0 delle fonti disponibili. In alcuni casi, la documentazione consente di avvalorare le ricostruzioni avanzate dagli studiosi; in altri, invece, non permette di giungere a conclusioni definitive.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso del carabiniere Francesco Russillo, classe 1921, originario di Picerno, carabiniere in servizio a Trieste, dichiarato disperso il 27 gennaio 1944 a seguito di azioni attribuite ai ribelli.<\/p>\n<p>Si ricorda inoltre Pietro Buccolo, recentemente commemorato, che il 4 febbraio 1944 fu ucciso nella localit\u00e0 di Acquaviva di Pinguente (Pola) mentre si trovava in servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste-Pola.<\/p>\n<p>Completano il quadro le vicende degli agenti di polizia Mario Vendegna, ucciso il 14 giugno sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico (oggi in Croazia) dai partigiani jugoslavi, e Francesco Feola, dichiarato disperso dal 6 settembre e probabilmente ucciso durante l\u2019attacco condotto dai partigiani jugoslavi contro il motoscafo M-28 della Questura di Zara, al largo delle coste dell\u2019isola di Oltre.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019analisi congiunta di fonti bibliografiche e quelle archivistiche custodite nell\u2019Archivio di Stato di Potenza, l\u2019iniziativa contribuisce alla ricostruzione della verit\u00e0 storica, restituendo identit\u00e0 e memoria a persone e vicende della storia collettiva. La mostra \u00e8 stata realizzata con la collaborazione del Comando militare di Potenza, che ha messo a disposizione la documentazione del proprio archivio, conservata su supporto microfilm.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Altre fonti:<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Archivio Centrale dello Stato<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>fondo Ministero dell\u2019Interno, Gabinetto, 1944-1946<\/li>\n<li>fondo Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gab. 1951-1954<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Le vittime di nazionalit\u00e0 italiana a Fiume e dintorni (1939-1947)<\/em><\/strong><em>,<\/em> a cura di Amleto Ballarini e Mihael Sobolevski, edito dal Ministero per i Beni e le attivita\u0300 culturali, Direzione Generale Archivi, nel 2002.<\/p>\n<p><strong><em>Associazione Caduti Polizia di Stato<\/em><\/strong><strong>: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.cadutipoliziadistato.it\/caduti\/\">https:\/\/www.cadutipoliziadistato.it\/caduti\/<\/a><\/p>\n<p><strong><em>Comando Militare Distretto di Potenza<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<\/div><\/div>\n                <div class=\"row mb32\">\n                    <div class=\"col-md-12 paragrafo\">\n                        <div class=\"galleriasfondo\"><\/div>\n                    <\/div>\n                    <div class=\"offset-md-1 col-md-11 paragrafo\">\n                        <div class=\"galleriaslide\">\n                            <h4 class=\"mb-3\">Galleria fotografica <small>(scorri)<\/small><\/h4>\n                            <div id=\"owl-galleria\"\n                                 class=\"owl-carousel owl-center owl-theme owl-loaded owl-drag\"\n                                 role=\"tablist\"><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1_Feola-Francesco_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-3-classe-1897-scaled.jpg\" title=\"Foglio matricolare di Feola Francesco Paolo.\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1897. \nDal foglio matricolare di Francesco Paolo Feola, nato ad Avigliano il 23 novembre 1896, emergono le notizie relative al servizio militare e alla successiva carriera.\nFu chiamato alle armi il 21 settembre 1916 e aggregato al Deposito del 24\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna. Nel 1917 giunse in territorio dichiarato in stato di guerra; nello stesso anno venne aggregato al Deposito Bombardieri. Il 7 giugno 1919 pass\u00f2 in forza al 31\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna e fu licenziato dalle armi nel dicembre 1919.\nRisulta aver partecipato alle campagne di guerra 1917\u20131918, ed essere stato autorizzato a fregiarsi della Medaglia commemorativa della Guerra 1915\u20131918. Nel 1920 gli venne inoltre conferita la Croce al Merito.\nDa ulteriori fonti risulta che, successivamente al congedo militare, Feola entr\u00f2 a far parte del Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, prestando servizio come guardia presso la Regia Questura di Zara.\nFu dichiarato disperso a far data dal 15 settembre 1943. In base alle informazioni disponibili, potrebbe essere rimasto ucciso nel corso dell\u2019attacco condotto da partigiani jugoslavi contro il motoscafo M-28 della Questura di Zara, avvenuto davanti alle coste dell\u2019isola di Oltre.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1_Feola-Francesco_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-3-classe-1897-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Foglio matricolare di Feola Francesco Paolo.\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1897. \nDal foglio matricolare di Francesco Paolo Feola, nato ad Avigliano il 23 novembre 1896, emergono le notizie relative al servizio militare e alla successiva carriera.\nFu chiamato alle armi il 21 settembre 1916 e aggregato al Deposito del 24\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna. Nel 1917 giunse in territorio dichiarato in stato di guerra; nello stesso anno venne aggregato al Deposito Bombardieri. Il 7 giugno 1919 pass\u00f2 in forza al 31\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna e fu licenziato dalle armi nel dicembre 1919.\nRisulta aver partecipato alle campagne di guerra 1917\u20131918, ed essere stato autorizzato a fregiarsi della Medaglia commemorativa della Guerra 1915\u20131918. Nel 1920 gli venne inoltre conferita la Croce al Merito.\nDa ulteriori fonti risulta che, successivamente al congedo militare, Feola entr\u00f2 a far parte del Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, prestando servizio come guardia presso la Regia Questura di Zara.\nFu dichiarato disperso a far data dal 15 settembre 1943. In base alle informazioni disponibili, potrebbe essere rimasto ucciso nel corso dell\u2019attacco condotto da partigiani jugoslavi contro il motoscafo M-28 della Questura di Zara, avvenuto davanti alle coste dell\u2019isola di Oltre.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Foglio matricolare di Feola Francesco Paolo.\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1897. \nDal foglio matricolare di Francesco Paolo Feola, nato ad Avigliano il 23 novembre 1896, emergono le notizie relative al servizio militare e alla successiva carriera.\nFu chiamato alle armi il 21 settembre 1916 e aggregato al Deposito del 24\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna. Nel 1917 giunse in territorio dichiarato in stato di guerra; nello stesso anno venne aggregato al Deposito Bombardieri. Il 7 giugno 1919 pass\u00f2 in forza al 31\u00b0 Reggimento Artiglieria di Campagna e fu licenziato dalle armi nel dicembre 1919.\nRisulta aver partecipato alle campagne di guerra 1917\u20131918, ed essere stato autorizzato a fregiarsi della Medaglia commemorativa della Guerra 1915\u20131918. Nel 1920 gli venne inoltre conferita la Croce al Merito.\nDa ulteriori fonti risulta che, successivamente al congedo militare, Feola entr\u00f2 a far parte del Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, prestando servizio come guardia presso la Regia Questura di Zara.\nFu dichiarato disperso a far data dal 15 settembre 1943. In base alle informazioni disponibili, potrebbe essere rimasto ucciso nel corso dell\u2019attacco condotto da partigiani jugoslavi contro il motoscafo M-28 della Questura di Zara, avvenuto davanti alle coste dell\u2019isola di Oltre.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.1-Buccolo-Pietro_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-11-classe-1914-scaled.jpg\" title=\"Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914. \nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.1-Buccolo-Pietro_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-11-classe-1914-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914. \nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914. \nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.2-Buccolo-Pietro_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-11-classe-1914-scaled.jpg\" title=\"Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914.\nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.2-Buccolo-Pietro_ASPZ-Comando-militare-di-Potenza-Ruoli-matricolari-vol.-11-classe-1914-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914.\nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Foglio matricolare di Buccolo Pietro\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 11, classe 1914.\nPietro Buccolo, nato a San Paolo Albanese il 25 settembre 1914, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu arruolato nell\u2019Arma dei Carabinieri il 16 marzo 1940, assegnato alla 9\u00aa Compagnia Sannita. Successivamente venne trasferito alla 26\u00aa Legione Sannita di Tirana, in territorio dichiarato in stato di guerra.\nTra il 1940 e il 1941 svolse l\u2019incarico di O.P. (Organo Programmatore) presso l\u2019Ospedale Militare di Padova. Nel medesimo periodo part\u00ec per l\u2019Albania, imbarcandosi a Bari e sbarcando a Durazzo. In Albania mantenne il ruolo di O.P. presso gli Ospedali Militari di Riserva di Tirana e presso l\u2019Ospedale da Campo \u2013 Centro di Mobilitazione di Bari, passando successivamente in forza al 488\u00b0 Ospedale da Campo, su ordine della Direzione di Sanit\u00e0 dell\u2019Istituto C.S. FF.AA. Albania.\nNel corso del 1941 Buccolo risulta inoltre in servizio come Carabiniere Ausiliario a piedi presso la Legione di Palermo, con vincolo di servizio esteso fino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra.\nNel 1943, giunto nuovamente in territorio dichiarato in stato di guerra, fu trasferito alla Legione dei Carabinieri di Trieste, inquadrato nel 7\u00b0 Battaglione Carabinieri Reali mobilitato, con centro di mobilitazione presso la Legione di Palermo.\nIl 4 febbraio 1944 Pietro Buccolo trov\u00f2 la morte ad Acquaviva di Pinguente (Pola), in seguito a eventi bellici. Secondo la ricostruzione dei fatti, il carabiniere fu ucciso mentre era in servizio di scorta a un treno lungo la linea Trieste\u2013Pola, assieme ad altri militari, durante l\u2019assalto al convoglio da parte di partigiani slavi.\nUna prima commemorazione ufficiale in sua memoria ebbe luogo il 23 luglio 1947. In occasione delle celebrazioni del \u201cGiorno del Ricordo\u201d del 2022, al carabiniere Pietro Buccolo sono stati conferiti, alla memoria, il diploma e la Medaglia d\u2019Onore del Presidente della Repubblica, quale militare caduto mentre svolgeva servizio di scorta a un treno sulla linea Trieste\u2013Pola, insieme ad altri militari, in seguito all\u2019assalto del convoglio da parte di partigiani slavi.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.1-Russillo-Francesco_Foglio-matricolare_ASPZ_Comando-militare-di-PotenzaRuoli-matricolari-vol.-3-classe-1921-scaled.jpg\" title=\"Foglio matricolare di Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1921.\nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.1-Russillo-Francesco_Foglio-matricolare_ASPZ_Comando-militare-di-PotenzaRuoli-matricolari-vol.-3-classe-1921-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Foglio matricolare di Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1921.\nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Foglio matricolare di Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Ruoli matricolari, vol. 3, classe 1921.\nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.2-Russillo-Francesco_Verbale-di-irreperibilita-del-carabiniere-ASPZ_Comando-militare-di-Potenza-Fascicoli-matricolari-vol.-244-classe-1921.jpg\" title=\"Verbale di irreperibilit\u00e0 del carabiniere Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Fascicoli matricolari, vol. 244, classe 1921. \nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.2-Russillo-Francesco_Verbale-di-irreperibilita-del-carabiniere-ASPZ_Comando-militare-di-Potenza-Fascicoli-matricolari-vol.-244-classe-1921.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Verbale di irreperibilit\u00e0 del carabiniere Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Fascicoli matricolari, vol. 244, classe 1921. \nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Verbale di irreperibilit\u00e0 del carabiniere Russillo Francesco\nASPZ, Comando militare di Potenza, Fascicoli matricolari, vol. 244, classe 1921. \nDalla documentazione conservata presso l\u2019ASPZ, Comando Militare di Potenza, fascicoli e ruoli matricolari, classe 1921, emerge che Francesco Russillo, nato a Picerno il 4 maggio del 1921, soldato di leva del Distretto Militare di Potenza, fu collocato in congedo illimitato il 10 febbraio 1940. Venne successivamente richiamato alle armi il 18 gennaio 1942 e aggregato al Deposito del 20\u00b0 Reggimento Fanteria di Reggio Calabria. Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, risulta in servizio a Trieste a partire dal 1\u00b0 febbraio 1943, presso la locale Stazione dei Carabinieri.\nNel fascicolo matricolare \u00e8 presente il verbale di irreperibilit\u00e0, redatto in data 7 aprile 1947, nel quale si dichiara che il carabiniere Russillo Francesco deve ritenersi disperso dal 6 settembre 1943, in conseguenza degli eventi bellici. Tuttavia, dal foglio matricolare risulta che il 27 gennaio 1944 egli venne dichiarato disperso in seguito a cattura sul ponte ferroviario di Poggioreale Campagna (Trieste) da parte di \u201celementi ribelli\u201d.\nSuccessivamente alla data della dispersione, in data 31 maggio 1944, risulta una denuncia presso il Tribunale civile e penale di Trieste per presunti reati di cui agli articoli 212 e 47 del codice penale militare. Tali imputazioni furono in seguito riconsiderate: nel settembre 1949 Russillo venne discriminato e assegnato alla 1\u00aa categoria senza funzione, stabilendo che non dovesse essere promossa azione penale, in quanto i fatti contestati trovavano origine in un ordinamento militare illegale instaurato dalla sedicente Repubblica Sociale Italiana durante il periodo dell\u2019occupazione tedesca.\nUna recente richiesta del Comune di Picerno, per finalit\u00e0 storiche e commemorative, ha sollecitato questo Istituto a fornire informazioni utili sulla vicenda militare di Francesco Russillo. Dalla documentazione esaminata e dall\u2019atto di morte risulta che egli fosse effettivamente in servizio presso il Comando dei Carabinieri di Trieste e che potrebbe essere perito in data 27 gennaio 1944, a seguito di eventi bellici verificatisi in territorio di Trieste.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.1_Vendegna-Mario_Foglio-di-ruolo_Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" title=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 - Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Foglio matricolare.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.1_Vendegna-Mario_Foglio-di-ruolo_Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 - Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Foglio matricolare.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 - Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Foglio matricolare.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.2_Vendegna-Mario_Elenco-dei-militari_Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" title=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.2_Vendegna-Mario_Elenco-dei-militari_Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure><figure><div class=\"galleria-foto\"><a href=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.3_Vendegna-Mario_arruolamento-corpo-Guardie-P.S._Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" title=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\" class=\"magnific-popup-gallery\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4.3_Vendegna-Mario_arruolamento-corpo-Guardie-P.S._Centro-documentale-Comando-militare-di-Potenza_Fascicolo-matricolare_microfilm-classe-1913-scaled.jpg\" class=\"img-fluid in-gallery\" alt=\"Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.\"\/><\/a><p>6 February 2026<\/p><\/div>\n        <figcaption>\n            <p>Comando militare di Potenza, microfilm, classe 1913 -Fascicolo matricolare di Mario Vendegna - Elenco dei militari.\nIl fascicolo matricolare di Mario Vendegna, classe 1913, \u00e8 conservato su supporto microfilm presso il Centro documentale del Comando militare di Potenza. \nMario Vendegna \u00e8 nato a Melfi il 2 settembre 1913. Dal fascicolo risulta arruolato presso il Consiglio di leva militare di Vibo Valentia il 15 aprile 1933, quindi aggregato al deposito C.E.M.M. di Taranto, dove nello stesso anno venne classificato come fuochista. Inquadrato come comune di prima classe, fu trattenuto alle armi nel 1936.\nNel 1937 ottenne il nulla osta per il temporaneo arruolamento nella Guardia di Finanza; l\u2019anno successivo, nel 1938, gli fu concesso il nulla osta per l\u2019arruolamento nel Corpo di Polizia portuale. Dal 1 giugno 1939 entr\u00f2 a far parte del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza, ricevendo il 16 ottobre dello stesso anno la nomina a guardia di P.S.\nTra i documenti presenti nel fascicolo figura l\u2019attestazione di iscrizione nell\u2019elenco trasmesso dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia al Comando del Distretto militare di Potenza, relativo ai militari trasferiti all\u2019unica categoria dell\u2019Esercito in quanto arruolati nel Corpo delle Guardie di P.S. e per aver raggiunto il trentaduesimo anno di et\u00e0.\nEntrato in Polizia, Mario Vendegna prest\u00f2 servizio presso la Questura di Fiume, citt\u00e0 italiana fino al termine della Seconda guerra mondiale. Dopo l\u20198 settembre 1943, la dissoluzione delle Forze Armate italiane trasform\u00f2 Fiume in uno scenario di violenti scontri, con gravi conseguenze per la popolazione civile. Il 3 maggio 1945, le truppe partigiane jugoslave entrarono in citt\u00e0.\nPoco tempo dopo, Mario Vendegna venne fucilato, presumibilmente tra il 14 e il 16 giugno 1945, sulla pista dell\u2019aeroporto militare di Grobnico, all\u2019et\u00e0 di 32 anni.\nLa sua morte avvenne dunque per fucilazione e non per infoibamento. Tuttavia, il termine foibe viene oggi utilizzato in senso pi\u00f9 ampio per indicare l\u2019insieme delle violenze, delle esecuzioni e delle deportazioni che colpirono gli italiani dell\u2019Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.<\/p>\n        <\/figcaption><\/figure>            <\/div>\n                        <\/div>\n                    <\/div>\n                <\/div>\n                <div class=\"row\">\n                    <div class=\"col-12 testolungo\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mostre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1013"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1036,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1013\/revisions\/1036"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}