{"id":361,"date":"2025-03-07T11:17:44","date_gmt":"2025-03-07T10:17:44","guid":{"rendered":"http:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/?page_id=361"},"modified":"2026-02-18T09:31:59","modified_gmt":"2026-02-18T08:31:59","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/?page_id=361","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<p>Pur nelle difficili traversie che hanno segnato la sua storia, l\u2019Archivio di Stato di Potenza \u00e8 il pi\u00f9 antico e fra i pi\u00f9 prestigiosi istituti culturali della Basilicata.<\/p>\n<p>La sua nascita si pu\u00f2 far risalire al decreto 22 ottobre 1812 n. 1524, il quale stabil\u00ec l\u2019istituzione di un archivio in ciascuna provincia del regno di Napoli. L\u2019attuazione della norma in Basilicata si profil\u00f2 sin dagli inizi particolarmente complicata, a causa della carenza, nella citt\u00e0 di Potenza, di edifici idonei ad ospitare il neonato Archivio. La ricerca di una sede dette luogo cos\u00ec ad una storia lunga e tormentata, strettamente legata alle problematiche urbanistiche della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Furono redatti vari progetti di costruzione ex novo o di adeguamento di antichi edifici. Nel 1836, ad esempio, l\u2019ingegnere direttore dei Ponti e Strade, Giacomo Prade, propose la costruzione di un edificio isolato sul sito di vecchie case poste sul lato orientale del Largo dell\u2019Intendenza (attuale piazza Mario Pagano). Nei piani del Prade, il nuovo Archivio sarebbe venuto a costituire uno degli elementi qualificanti della futura piazza cittadina.<\/p>\n<p>Purtroppo, tutti i tentativi di costruzione ex novo fallirono e quando ormai la Basilicata era rimasta l\u2019unica provincia del Regno ad essere sprovvista di un Archivio, quest\u2019ultimo fin\u00ec col trovare ospitalit\u00e0 in otto stanze collocate al secondo piano del palazzo dell\u2019Intendenza (attuale Palazzo della Prefettura), nell\u2019ala di recente costruzione dello stesso.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione ebbe luogo il 21 novembre 1850: \u00abframmezzo le grida di Viva il Re, ripetuto dal cuore pi\u00f9 che dal labbro de\u2019 primi e pi\u00f9 spettabili fr\u00e0 funzionari, impiegati ed abitanti di questo capoluogo, nella maggior sala dell\u2019Intendenza, aveva luogo la solenne inaugurazione ed apertura di questo stabilimento.\u00bb<\/p>\n<p>Nonostante le precarie condizioni logistiche e la carenza di personale, l\u2019Istituto archivistico riusc\u00ec ad assumere il ruolo di centro animatore della cultura storica locale. Particolarmente intensa fu l\u2019attivit\u00e0 di Antonino Tripepi, direttore dal 1897 al 1929, il quale favor\u00ec il formarsi, intorno all\u2019Archivio, di un vivace gruppo di studiosi, costituito per la gran parte da giovani docenti di fuori regione, che avrebbero successivamente avuto una brillante carriera accademica. Tra questi Gino Luzzatto e Gennaro Mondaini, Pietro Fedele, Corrado Barbagallo, Pietro Orsi. Dal gruppo prese vita il primo periodico di studi storici della provincia: la \u201cRivista storica lucana\u201d, edita dallo stabilimento tipografico Carlo Spera di Potenza.<\/p>\n<p>Il mensile, diretto da Antonino Tripepi e il cui primo numero vide la luce nel mese di dicembre del 1900, purtroppo non ebbe vita lunga: l\u2019ultimo fascicolo, il IV-V, fu pubblicato nell\u2019aprile del 1901. La cessazione dell\u2019esperienza fu probabilmente causata dal venir meno di quel gruppo di studiosi che vi aveva posto mano, quasi tutti destinati ad altre sedi scolastiche. Nel 1932, per effetto del regio decreto 22 settembre n. 1391, la denominazione dell\u2019Istituto mut\u00f2 in quella di Archivio provinciale di Stato.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, fu ripreso in considerazione il progetto di costruire una nuova sede per l\u2019Archivio. Nel 1936 la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna risult\u00f2 vincitrice dell\u2019appalto concorso bandito dall\u2019Amministrazione provinciale di Potenza con il progetto dell\u2019architetto romano Ernesto Puppo. L\u2019edificio, costruito ai piedi di una scarpata a valle dell\u2019attuale corso Garibaldi, costituisce una delle pi\u00f9 pregevoli testimonianze dell\u2019architettura del Novecento a Potenza. Esso fu terminato nel 1939 e le operazioni di trasferimento del materiale archivistico ebbero inizio nel mese di giugno del 1940. Nella nuova struttura trovarono posto sia gli uffici della Sezione di Archivio di Stato di Potenza &#8211; come si chiamava allora l\u2019istituto per effetto della legge 22 dicembre 1939 n. 2006 -, che quelli del Provveditorato agli Studi e della Biblioteca Provinciale. La Sezione di Archivio di Stato di Potenza dispose finalmente di una sede adeguata in cui poterono essere riuniti i fondi archivistici prima dispersi, acquisiti nuovi fondi e compiuti diversi lavori di riordinamento.<\/p>\n<p>Con IL d.p.r. 30 settembre 1963 n. 1409 l\u2019Istituto ha assunto l\u2019attuale denominazione di Archivio di Stato di Potenza.<\/p>\n<p>L\u2019edificio di corso Garibaldi \u00e8 stato danneggiato dai violenti terremoti del 23 novembre 1980 e del 5 maggio 1990, in seguito ai quali \u00e8 stato abbandonato.\u00a0 Dal 1995 l\u2019Archivio di Stato di Potenza ha sede in un fabbricato non monumentale sito in via Nazario Sauro n. 1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pur nelle difficili traversie che hanno segnato la sua storia, l\u2019Archivio di Stato di Potenza \u00e8 il pi\u00f9 antico e fra i pi\u00f9 prestigiosi istituti culturali della Basilicata.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":359,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-361","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=361"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/361\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":364,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/361\/revisions\/364"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviodistatodipotenza.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}